LA SERRATURA CON CHIAVE A DOPPIA MAPPA E' DA RITENERSI SICURA ?
La risposta non può essere univoca: dipende dal tipo e dal modello di serratura.

Va anzitutto considerato che la doppia mappa rappresenta una tecnologia datata ormai alcuni decenni.
La chiave a doppia mappa è in sostanza un’evoluzione della normalissima chiave delle porte interne di casa o delle cantine, che potrebbe definirsi chiave a singola mappa: ossia, con una sola ala in cima all’asta della chiave, sulla quale è sagomata la cifratura, in forma di dentini di differente lunghezza.
La tecnologia della chiave a doppia mappa, oltre al fatto di utilizzare una seconda ala cifrata, ha complicato la mappatura, aumentando il numero di combinazioni possibili. Per le chiavi a singola mappa di normale commercializzazione esisteva un repertorio fisso di chiave numerate, al massimo qualche decina: bastava richiedere il numero per acquistarle !

Chiave a doppia mappa

Per valutare oggi la sicurezza di una serratura a doppia mappa occorre considerare i seguenti fattori:

1) il numero di dentini presenti sulla chiave: più dentini, più combinazioni possibili, ma solo in via teorica !

2) Va infatti considerato che i dentini realmente utili per la cifratura sono sempre, nella migliore delle ipotesi, inferiori alla metà, in molti casi inferiori a un quarto, per i seguenti motivi:

--> la chiave funziona da entrambi i lati della serratura: pertanto, metà chiave aziona la serratura da dentro, l’altra metà da fuori, e ciascuna ala della chiave è costituita da due metà uguali o speculari;

--> alcuni dentini hanno sempre lunghezza fissa, in quanto non servono all’interpretazione della cifratura, ma al trascinamento dei catenacci;

--> in molte serrature, infine, i dentini dell’ala destra della chiave sono speculari a quelli dell’ala sinistra, ovvero fra di essi esiste una misura costante che li distanzia (per esempio 15 mm): il che significa che, scoperta la misura di un dentino (poniamo x), si risale alla misura dell’altro con una semplice sottrazione (y = 15 – x).

In quest’ultimo caso i dentini realmente significativi diventano meno di un quarto: ciò abbassa sensibilmente il numero possibile di combinazioni, e questo fu la probabile causa delle numerose aperture senza scasso registrate a Roma pochi anni fa.

3) Una possibile debolezza della doppia mappa è lo scatto finale di apertura della porta, dopo le mandate: infatti, anche una coincidenza incompleta della cifratura consene in taluni casi un breve movimento dello scrocco, talora sufficiente a consentire l’apertura della porta senza mandate. Un tale, salendo con l’ascenzore, sbagliò piano di casa, infilò meccanicamente la propria chiave nella porta del vicino soprastante… ed entrò (mi raccontò la vicenza chiedendo la sostituzione della serratura). Casi analoghi sono stati da me rilevati per esperienza.

4) Esistono persone in grado di aprire le serrature a doppia mappa riproducendo la chiave sul posto: grazie a Dio sono pochissimi, e lavorano in genere per conto di banche o ufficiali giudiziari. Custodiscono gelosamente i loro segreti professionali, non solo per ovvi motivi economici, ma anche per riguardo alla sicurezza sociale: non è bene diffondere una tecnica volta all’apertura delle case altrui !

In conclusione: la chiave a doppia mappa consente ancora oggi una certa sicurezza, ma solo per alcune marche e modelli, i cui nomi non posso fare in questa sede pubblica; in ogni caso, dal punto di vista della comodità di utilizzo e sotto tutti i profili della sicurezza (scasso della serratura, riproducibilità della chiave, memorizzazione “ad occhio” della mappa: basta leggere i dentini giusti !), è superata dal cilindro europeo, che può peraltro rappresentare un investimento economico (si veda, su questo sito, la pagina dedicata al cilindro europeo).

PERCHE' LA BOCCHETTA IN OTTONE, DOVE SI INTRODUCE LA CHIAVE, PRESENTA SPESSO UNO O DUE SEGNI CIRCOLARI INTORNO ALLA TOPPA ?
Circolò voce, nell’estata romana di alcuni anni fa, che i cerchietti della cui presenza tutti improvvisamente tutti si accorsero fossero la traccia di un rilievo fatto dai ladri per decifrare la combinazione della serratura: un sorta di sopralluogo preventivo prima di tornare con la chiave giusta. Si tratta di una tipica leggenda metropolitana, sostenuta ad arte da chi ebbe interesse a rinnovare il parco serrature di mezza Roma. La leggenda più fantasiosa mi capitò di sentirla da un signore, che per altri aspetti non mi era sembrato un credulone: si aggiravano nei condomini ladri tecnologicamente avanzati, forniti di un minicomputer che, applicato alla bocchetta della porta, rilevava la cifratura della chiave e registrava il tutto nella sua memoria, con tanto di nominativi, interni e indirizzi, così da approntare un vero e proprio database!
Anche un poliziotto, in tutta buona fede, mi fornì sui cerchietti la sua opinione di un rilievo clandestino.
Effettivamente non tutti compresero subito la causa di tali segni. Eppure la spiegazione è semplice:

1) la chiave a doppia mappa (per intenderci, quella a due ali laterali) presenta all’estremità un dente destro e un dente sinistro, di norma di lunghezza disuguale;

2) la chiave a doppia mappa entra necessariamente in una sola posizione, obbligata dalla presenza di un dentino o di un simile rilievo su una delle due ali;

3) se, inserendo la chiave nella bocchetta per chiudere o per aprire, ci si accorge di avere sbagliato verso della chiave in quanto la chiave non entra, cosa si fa ? Semplicemente, si ruota la chiave, già parzialmente inserita, di mezzo giro;

4) è proprio facendo questo movimento di rotazione che i due denti estremi della chiave segnano, come un compasso, una circonferenza che ha come centro il foro centrale della toppa; ovviamente, essendo in genere due i dentini di lunghezza diversa, i cerchietti saranno quasi sempre due.

Pertanto, tranquilli, niente ladri in sopralluogo: i ladri non lasciano biglietti da visita !

Cosa c’è tuttavia di vero in questa storia ? E perché tale assurda leggenda poté essere creduta ?
Accadde che si cominciò a far caso ai cerchietti nel momento in cui si iniziò anche a constatare che molte serrature a doppia mappa venivano violate, sempre più frequentemente, senza alcun segno di effrazione.
In effetti, specialmente alcune marche di serrature e alcune serie di esse rivelarono improvvisamente una sostanziale debolezza della cifratura, agevolemente decodificabile.

L’aggiornamento della serratura dalla doppia mappa al cilindro europeo, pertanto, in alcuni casi è consigliabile, in altri casi assolutamente necessario.

Rispetto alla serratura a doppia mappa, la cui tecnologia accusa ormai il peso di vari decenni, il cosiddetto “cilindro europeo” rappresenta una codifica ben più sicura, oltre ad essere di più comodo utilizzo e, una volta installato, di semplice sostituzione da parte dell’utente stesso (aspetto economicamente rilevante in caso di futuri cambiamenti).
Si consideri inoltre che è buona norma, dopo qualche anno, variare la cifratura della chiave d’accesso, che può essere venuta in mano o anche semplicemente “vista” da altre persone: la semplicità di montaggio del cilindro europeo consente al proprietario stesso di operare tale avvicendamento.

QUALI SONO I PRINCIPALI TIPI DI SERRATURA PER PORTE BLINDATE ?
Le porte blindate per utilizzo residenziale si sono diffuse nelle metropoli a partire dagli anni Settanta. La tecnologia più avanzata nei serramenti era allora rappresentata dalla chiave a doppia mappa. Successivamente, alla fine degli anni Novanta, si è diffusa e imposta la tecnologia del cosiddetto cilindro europeo, cosicché la chiave a doppia mappa è stata praticamente abbandonata, per lo meno sugli impianti di nuova installazione.

Altra importante distinzione è quella fra serratura a una chiave e serrature a due chiavi. Le serrature a due chiavi sono più sicure, ma soprattutto più funzionali. Nella maggior parte dei casi, infatti, la seconda chiave agisce come blocco della prima (funzione chiuditoppa), ovvero consente un utilizzo solo parziale della porta. E' pertanto possibile differenziare le possibilità di accesso a seconda che l'utilizzatore possieda soltanto la prima o la seconda chiave, o entrambe (tipico è il caso dell'utilizzo limitato concesso al personale di servizio).

Esempio di serratura a doppia mappa Esempio di serratura con cilindro europeo
Serratura con chiave a doppia mappa

 

Serratura con cilindro europeo

 

Esempio di chiave a doppia mappa Esempio di chiave di cilindro europeo
Esempio di chiave a doppia mappa

 

Esempio di chiave per cilindro europeo

 

Esempio di serratura a doppia mappa Esempio di serratura con chiave a doppia mappa + cilindro europeo
Esempio di serratura con una sola chiave
a doppia mappa

 

Esempio di serratura con chiave a doppia
mappa e cilindro europeo

 

Esempio di serratura con un solo cilindro europeo Esempio di serratura con due cilindri europei
Esempio di serratura con un solo
cilindro europeo

 

Esempio di serratura con due
cilindri europei

 

DEFENDER E CILINDRO EUROPEO POSSONO ESSERE SCASSINATI ?

Una recente trasmissione televisiva (ultimi giorni di dicembre) ha simulato in diretta un'effrazione a una porta blindata protetta da cilindro europeo e defender .

Ora, è superfluo rammentare quanto la televisione e giornali amino ciò che è straordinario e sensazionale, molto spesso senza preoccuparsi di fornire una informazione reale e corretta. In questo caso, il messaggio trasmesso al grande pubblico è stato inevitabilmente il seguente: non fate alcun affidamento su porte blindate, cilindri di sicurezza, e tanto meno su installatori interessati.
Alcuni anni fa una trasmissione analoga pretese di dimostrare che nessuna porta blindata è inviolabile (dimostrazione non necessaria, chi mai ci credeva ?). Questa la maniera scelta: un robusto energumeno armato di scalpelli e martello di notevoli dimensioni, in pochi minuti di diretta si aprì un varco fra le lamiere di una porta. Mai visto nella realtà un simile tipo di scasso, né è credere che un tale fracasso sarebbe passato facilemente inascoltato ! Non va peraltro dimenticato che, pochissimi anni or sono, la televisione e i media fecero incautamente da grancassa a un'altra leggenda metropolitana, ovvero alla grande "bufala" dei cerchietti sulla toppa della serratura.
Consideriamo il problema con obiettività.
Anzitutto, da sempre, i dispositivi di protezione contro il furto non hanno mai preteso di avere un valore assoluto, ma solo di rendere il più possibile difficoltosa l'effrazione (in termini di tempo impiegato, difficoltà tecnica, rumore fatto, attrezzature necessarie e così via) fino al punto da sconsigliare l'opera. E' d'altra parte noto che l'innovazione è stimolata dal bisogno, e se la categoria dei ladri non si fosse raffinata sul piano tecnico, useremmo con tranquillità ancora le chiavi a una mappa (quelle oggi non più buone neanche per le cantine): l'evoluzione tecnologica nel settore dei dispositivi anti-effrazione è stimolata dai progressi compiuti dalla categoria dei malviventi; nulla di così strano quindi se, dopo un certo numero di anni, si scopre che un dispositivo che in precedenza svolgeva adeguatamente la propria funzione a tutela della sicurezza dei proprietari non è più in grado di garantire un accettabile grado di sicurezza, peraltro valutabile su basi sia oggettive sia psicologiche.

Chiave a doppia mappa

Dopo queste considerazioni generali, veniamo al defender, con l'obiettivo di tranquillizzare gli utenti e di tutelare per quanto possibile la buona fede di produttori e installatori.
Anzitutto, il defender svolge comunque un importante ruolo nel proteggere il cilindro di sicurezza che, altrimenti, si troverebbe del tutto sguarnito e verrebbe spezzato in pochi secondi con una semplice pinza, o forato con un trapano a batteria, o manomesso in altro modo.
In secondo luogo, da un rilievo personale fatto fra rivenditori e installatori, non è risultato alcun caso di conoscenza diretta di effrazione con scasso del defender: segno quanto meno di un ancora debole rilevanza statistica del fenomeno.
Sul piano tecnico, per ciò che riguarda la resistenza del defender, è necessario precisare che non tutti i defender sono uguali, né tutti vengono fissati allo stesso modo sul corpo della serratura. In effetti, alcune marche prevedono obbligatoriamente un tipo di fissaggio che, in via di ipotesi, potrebbe risultare più agevolmente scardinabile.
Infine, va rilevato che non tutti gli installatori operano sempre nel rispetto delle specifiche tecniche della sicurezza. E' necessario raccomandare un posizionamento del defender il meno possibile sporgente rispetto al piano della porta, cosicché risulti malagevole serrarlo con tubi, pinze o chiavi inglesi e tentare così lo scasso.

Esiste un'alternativa al defender compatibile con la soluzione tecnica del cilindro europeo, indubbio progresso sul piano della sicurezza della cifratura rispetto alla chiave a doppia mappa ?
Molto recentemente sono stati immessi sul mercato alcuni dispositivi che dovrebbero rappresentare un superamento dei problemi del defender rilevati dalla trasmissione televisiva da cui è partito il discorso, con riserva della dimostrazione che verrà dall'esperienza e in attesa di un futuro (ahimé, inevitabile) aggiornamento tecnico dei malviventi.
Nella parte esterna della porta, sopra il cilindro, viene posizionato un dispositivo la cui parte rilevante è una placca di acciaio al manganese, scorrevole in senso verticale. Per azionare il cilindro è necessario prima sbloccare la placca, e ciò avviene mediante un piccolo magnete codificato elettronicamente. Tale soluzione impedisce l'utilizzo della chiave, senza tuttavia delegare il problema della sicurezza ad una seconda chiave di blocco.
Tale dispositivo sembra per il momento assicurare un innegabile vantaggio: oltre a mantenere tutte le funzionalità protettive del defender contro lo scasso o la trapanatura del cilindro, evita l'esposizione del cilindro ad ogni manomissione effettuata per scherzo o dispetto mediante colle, stecchini e simili, ovvero a tentativi balordi di utilizzare presunti passe-partout.